18 Gennaio, 2020 Studio Associato

Radoccia: «Smart working per le avvocate all’insegna della flessibilità»

Stefania Radoccia, pescarese, 50 anni, è managing partner Tax&Law di Ey.

Le donne nelle professioni legali sono in aumento ma nelle posizioni di vertice fanno fatica ad affermarsi. Perché?
Le donne nelle posizioni al vertice sono ancora pochissime, e questa situazione è ben presente negli studi professionali. Gli ambienti lavorativi portano ancora l’impronta maschile. La cultura del nostro Paese e i supporti collaterali che una donna può avere nella formazione di una famiglia sono ancora deboli, non agevolando così il percorso di carriera. Le posizioni apicali delle aziende non sono quindi appannaggio delle donne. Ey in tal senso è all’avanguardia: assumiamo circa 1.200 persone all’anno, tra i junior gli inserimenti sono bilanciati tra uomini e donne. All’interno dello studio legale tributario di Ey, ad esempio, i team Labour, China Desk e Infrastrutture sono composti per l’80% da donne. A dimostrazione dell’attenzione di Ey a questo tema

Conciliazione dei tempi di vita e di lavoro. Cosa manca?
Il tema della conciliazione vita lavoro è uno dei nodi più delicati del capitolo “rosa” e ha a che fare con la possibilità concreta di trovare e mantenere un’occupazione, soprattutto dopo la nascita dei figli. Sicuramente la maggiore diffusione di un concetto di lavoro più flessibile come lo smart working, in Ey presente ormai da anni, permette più flessibilità non solo nella vita professionale ma anche personale. Sarebbe sicuramente rilevante avere un maggior sostegno da parte delle Istituzioni, nel fornire strutture e servizi più adeguati alle necessità delle famiglie. Questo porterebbe un impatto positivo anche sulla produttività delle persone e quindi sulle performance dell’organizzazione.

Quali novità ha introdotto il suo studio per ridurre il gender gap e per favorire il percorso professionale delle sue colleghe?
Lo Studio legale tributario di Ey, di cui sono managing partner, fa parte del network Ey, all’interno del quale sono attive azioni su scala internazionale volte a favorire il bilanciamento delle posizioni maschili e femminili. Diversi i programmi specifici per supportare le donne nel loro percorso professionale, tra cui per incentivare la presenza femminile nei percorsi di studio Stem e favorire l’occupazione delle donne da fine del 2018 a luglio 2019 la percentuale di giovani donne assunte in Ey è passata dal 30 al 46%; inoltre in Ey è stato introdotto anche il programma Mamme @Ey per supportare le neomamme nei primi 18 mesi di vita del bambino offrendo un rimborso economico, pari a 3.600 euro, per le spese sostenute per asili nido e baby-sitter. Oltre al rimborso, Ey sostiene le neomamme attraverso un planning agevolato e un buddy al rientro dalla maternità e la possibilità di entrare nel processo di valutazione annuale con soli 3 mesi di presenza al lavoro nel FY. Altri due esempi di iniziative locali molto recenti sono Ey Corporate Finance Woman of the Year: competizione rivolta alle donne di talento di tutta Italia, qualsiasi sia il loro corso di studi e la partnership con WomenEncourage 2019 evento di tre giorni dedicato allo sviluppo della professione in campo Ict al femminile con un hackaton sulle città sostenibili e testimonianze internazionali.

Lei ha sfondato il tetto di cristallo. Quali difficoltà ha incontrato?
Il tetto spero non sia ancora raggiunto del tutto. Ci sono sempre nuove cime da scalare!
Ad ogni modo il tema non è solo stato quello di sfondare il tetto di cristallo piuttosto, quello di salire la scala. Un percorso durante il quale a tratti è accaduto che mi sia trovata a salire gradini che sembravano parimenti di cristallo ma in realtà erano mancanti, o addirittura rotti. Essere donne in organizzazioni guidate a tutti i livelli manageriali da uomini, spesso, ti esclude dalla cooptazione diretta tra simili che è una caratteristica tipica del genere umano. C’è sempre qualcosa in più che si deve dimostrare o giustificare. Siamo resilienti per natura, bisogna solo culturalmente imparare a valorizzare questa fondamentale caratteristica anche nel mondo del lavoro. Non tutto però può dipendere da noi donne. Le organizzazioni così come le Istituzioni devono aiutare le donne a salire la scala e in questo Ey sta adottando diverse iniziative volte a favorire la gender parity.

 

di Flavia Landolfi

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